DS Bio (FR) – Elogio breve dei Vini Naturali 

Dieci anni fa erano nicchia, ora molto meno. Il concetto di “vino naturale” è per certi versi poco chiaro, quando addirittura equivoco. E può certo nascondere la mera voglia furbastra di “farlo strano”, magari per andare incontro all’ultima moda del momento.E’ però positiva, nonché salutare, questa riscoperta delle tradizioni e – al contempo – questa attenzione alla salute. In Italia abbiamo centinaia di vitigni autoctoni, ma spesso il vino che beviamo è tutto uguale. Statico e perfettino.

Incapace di emozionarci e pure poco digeribile. Perché un “solo” bicchiere ci fa bruciare lo stomaco o ci regala la mattina dopo quel mal di testa come se avessimo appena passato una notte alla Bukowski? Perché dentro certi vini, quelli che costano (troppo) poco e quelli che costano (inutilmente) troppo, c’è di tutto. Chiarificazioni oscure, sofisticazioni chimiche, solfiti in abbondanza. Volersi bene significa bere vini buoni, certo.

Ma vuol dire anche bere “vini sani”, che non è necessariamente un ossimoro. Ecco allora la galassia dei cosiddetti “vini naturali”, caratterizzata peraltro da viticoltori spesso simpatici e intellettualmente stimolanti. Sono vini ricchi di identità e poverissimi di sofisticazioni, genuini e sorprendenti, con il concetto di “beva facile” al primo posto. Inizialmente potranno spiazzarvi, perché talora un po’ bizzarri e non sempre bellissimi all’esame visivo o nei profumi. Poi però scopri un mondo: un bel mondo. E a quel punto non torni più indietro. E’ come per la musica: se ascolti tutta la vita Antonacci, magari Antonacci ti sembra persino bravo. Poi un giorno ti imbatti per caso in John Coltrane. All’inizio non lo capisci, ma poi ti innamori. 

E di Antonacci neanche ti ricordi più. ( A.S)

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SASSICAIA, l’unico vino italiano che può vantare 19 ANNI ininterrotti di TRE BICCHIERI … con il GAMBERO ROSSO.

Dopo avere svelato in anteprima i  “Tre Bicchieri” della 29ª edizione di Vini d’Italia 2016, il Gambero Rosso presenta ufficialmente la sua guida al completo. 421 i vini eccellenti segnalati con i “Tre Bicchieri”, massimo riconoscimento in palio. La Toscana recupera il primo gradino del podio, con 79 eccellenze, seguita dal Piemonte che quest’anno passa in seconda posizione con 75 “Tre Bicchieri”. Terzo posto per il Veneto (36 eccellenze), seguito da Alto Adige (27) e Friuli Venezia Giulia (24).

Ma quello che balza agli occhi è un altro aspetto: con il 2013 il Sassicaia conquista i tre bicchieri da 19 anni consecutivi. Cioè dall’annata 1995. Un record, perchè riteniamo che nessun vino sia riconosciuto dal Gambero Rosso con questa continuità. Dunque, il Sassicaia. Il vino dei record, una delle icone del made in Italy di indiscusso valore, al quale ha contribuito il grande Giacomo Tachis il cui lavoro di enologo oggi viene proseguito con passione e determinazione da Graziana Grassini. Per non parlare di tutto lo staff sempre affiatatissimo e guidato dall’efficiente Carlo Paoli.

Diciannove anni sono tanti, dalla vendemmia 1995 a quella del 2013 senza soluzione di continuità. Un record per l’appunto che fa dire al Marchese Niccolò Incisa della Rocchetta: “Questi risultati ci onorano e superano le nostre aspettative. Siamo molto soddisfatti e ringraziamo tutti coloro che apprezzano il nostro vino. È un risultato importante non solo per noi, ma anche per tutto il territorio bolgherese”. Il Sassicaia da solo ha dato una spinta enorme a tutto il territorio, oggi tra i più importanti d’Italia. Alla soddisfazione si associa anche Graziana Grassini: “Dal 2009 seguo le sorti tecniche di Tenuta San Guido, per me un grande onore avere raccolto il testimone di Giacomo Tachis. Oggi ancor più soddisfatta del mio lavoro sul Sassicaia alla luce anche dei risultati tangibili”.

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Fonti :cdg/italia a tavola